<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Euronews.org</title>
	<atom:link href="http://euronews.org/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://euronews.org</link>
	<description>Notizia per te</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 18:55:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>200 IMPRESE ITALIANE IN MISSIONE IN 5 CITTA&#8217; BRASILIANE</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1395</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1395#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 18:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euronews org</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1395</guid>
		<description><![CDATA[Si tiene dal 21 al 24 maggio la Missione Governo, Regioni, Sistema Camerale in Brasile, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con le Regioni e con il supporto dell'ICE, Agenzia  per la promozione all'estero delle imprese (Foto: Belo Horizonte).  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si tiene dal 21 al 24 maggio la Missione Governo, Regioni, Sistema Camerale in Brasile, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con le Regioni, con il supporto dell&#8217;ICE-Agenzia per la promozione all&#8217;estero e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese italiane e la partecipazione del Sistema Camerale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La missione, guidata dal Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri Marta Dassù, ha l&#8217;obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni economico-commerciali con il Paese Sudamericano, favorendo la penetrazione delle imprese italiane in un mercato che è la sesta economia del mondo e la seconda delle Americhe. La nuova formula della missione, per la seconda volta allargata anche alle Regioni, risponde all&#8217;esigenza di intraprendere un&#8217;azione istituzionale comune puntando in maniera decisa sull&#8217; export da cui passa in buona misura la ripresa del nostro Paese. Forte dunque il protagonismo dei territori, con 15 Regioni partecipanti: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche (Regione coordinatrice), Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e la Provincia Autonoma di Trento. A ciascuna Regione farà capo l&#8217;organizzazione e il coordinamento del settore produttivo in cui detiene il primato, in termini di esperienze radicate e distretti industriali di riferimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Missione, a carattere plurisettoriale, coinvolge circa 200 imprese, selezionate tra le 700 che hanno aderito al progetto, con focus specifici su Aerospazio, Agroalimentare, Agroindustria, Automotive, Contract, Edilizia, Energia, Housing sociale, Legno &#8211; Arredo, Logistica, Meccanica, Nautica e Sistema Moda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Porta d&#8217;ingresso ai mercati del Mercosur (il mercato comune dei Paesi dell&#8217;America Latina), il Brasile offre importanti opportunità di collaborazione e di investimento alle imprese italiane; lo sfruttamento degli enormi giacimenti petroliferi di &#8220;pre-sal&#8221;, ed il volume di affari indotto dagli investimenti legati all&#8217;acquisto di piattaforme, navi appoggio, sicurezza, tubi, valvole, potrebbero aprire grandi opportunità per le aziende italiane fornitrici di beni e servizi all&#8217;industria del petrolio. In questo contesto la Missione rappresenta, in particolare per le piccole e medie imprese, un importante momento di promozione. Il Brasile è stato individuato come Paese prioritario nel Piano Made in Italy del Ministero dello Sviluppo Economico, anche in considerazione della possibilità di trovare sinergie collegate all&#8217;anno dell&#8217;Italia in Brasile nel 2011/2012 (&#8220;Momento Italia-Brasile&#8221;), e allo svolgimento in questo Paese della Coppa del Mondo di Calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con una popolazione di 191 milioni di persone e una classe media da circa un decennio in costante crescita, il Brasile mostra un mercato interno con forte propensione al consumo. Il Paese dà segni di notevole dinamismo: è entrato a far parte delle prime 10 economie mondiali ed è membro autorevole dei Brics, con un Pil a +7,6% nel 2010 e +2,7% nel 2011 e stime di crescita del 3,3% per il 2012 e del 4,5% nel 2013 (fonte: Ice).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Missione tocca le città di San Paolo, San Josè Dos Campos, Curitiba, Santos e Belo Horizonte che presentano un&#8217;alta specializzazione territoriale e un forte orientamento all&#8217;export; sono previsti approfondimenti con esperti, incontri istituzionali bilaterali, visite ai poli produttivi territoriali, incontri &#8216;business to business&#8217; con controparti locali selezionate. Il programma prende il via lunedì 21 maggio con una sessione plenaria unificata a San Paolo e la presentazione delle opportunità di collaborazione commerciale, imprenditoriale e di investimento. Il giorno successivo si tiene il Forum bilaterale Italia-Brasile, dove sono in programma gli incontri con gli operatori economici. A seguire si svolgeranno sessioni parallele nelle diverse località, con incontri tematici e &#8216;business to business&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1395</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;IILA PREMIA I MIGLIORI FOTOGRAFI LATINO AMERICANI</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1380</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1380#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euronews org</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1380</guid>
		<description><![CDATA[In occasione della  XI edizione di FotoGrafia (Roma 20 settembre -10 novembre 2012),  l’IILA,Istituto Italo-Latino Americano, realizza la  quinta rassegna dedicata ai  fotografi latinoamericani.  Nicolás Sanín (Colombia), ha vinto il Premio IILA-FotoGrafia 2011 con la serie Réflex Bogotá (che abbiamo riportato).  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della  XI edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma (20 settembre -10 novembre 2012),  l’IILA &#8211; Istituto Italo-Latino Americano e  Zètema Progetto Cultura realizzano la  quinta rassegna dedicata a  fotografi provenienti dai Paesi latinoamericani membri dell’IILA (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay, Venezuela), segno di una collaborazione che si è consolidata negli anni e si concretizza in una partnership che rappresenta un importante ponte fra l’Italia e la fotografia latinoamericana.</p>
<p>Alla rassegna si accede attraverso una selezione a cui possono partecipare unicamente fotografi di nazionalità di uno dei Paesi membri dell’IILA, di età non superiore ai 40 anni (nati dopo  il 1 gennaio 1972). Il tema sul quale gli artisti sono invitati a cimentarsi è quello individuato per la prossima edizione di FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma 2012:  “IL LAVORO”. Parola chiave di questi ultimi anni, e parola chiave della storia della fotografia, questo  tema sarà  reinterpretato mediante una grande attenzione alle differenze e i cambiamenti dei linguaggi della fotografia e del lavoro contemporaneo, un tema classico della fotografia documentaria del novecento che ritorna alla centralità dell’uomo, facendo propria una sfida che coinvolge nuovi linguaggi e nuove narrazioni.</p>
<p>Modalità di partecipazione: Per partecipare è necessario inviare il proprio progetto sul tema  “IL LAVORO” in formato digitale, contenente la seguente documentazione: • Curriculum vitae • Presentazione e descrizione del progetto  • 10 immagini (JPG, 72dpi, lato lungo 800px)Il materiale dovrà pervenire  entro e non oltre il 30 giugno 2012 all’indirizzo fotografia@iila.orgRecante l’intestazione: “Premio IILA &#8211; FotoGrafia, 5°  edizione: LAVORO”. La partecipazione al concorso è gratuita.Premio: Una  selezione dei migliori lavori, fra quelli pervenuti, verrà  esposta al MACRO Testaccio &#8211; Museo d’Arte Contemporanea di Roma, nell’ambito della mostra principale di  FotoGrafia.</p>
<p>I nomi dei vincitori verranno comunicati a tempo debito. Tra questi verrà selezionato un  vincitore assoluto, a cui verrà offerto: copertura delle spese di  viaggio andata/ritorno per Roma in classe economica; un borsino di euro 1.500; una residenza di un mese a Roma, a partire dai giorni precedenti il Festival per assistere all’opening di FotoGrafia. Durante questo periodo il vincitoredovrà sviluppare un progetto fotografico su Roma, seguito da un editor.</p>
<p>Il progetto verrà presentato nel corso dell’edizione 2013 del Festival.  Giuria: I  lavori saranno  selezionati  da una  commissione di 3 membri rappresentanti del mondo della fotografia internazionale, presieduta  dal Segretario Culturale dell’IILA e dal Direttore Artistico del Festival.  La scelta dei lavori si baserà sui criteri di attinenza al tema proposto, qualità e organicità del progetto e fattibilità. Trattamento dati personali: Ai sensi dell’art.13, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196 “Codice in materia di dati personali” e successive  modificazioni ed integrazioni, si informano i candidati che il trattamento dei dati personali da essi forniti è finalizzato unicamente all’espletamento delle attività selettive ed avverrà a cura delle persone preposte  al procedimento selettivo.</p>
<p>Le medesime informazioni potranno essere utilizzate al fine di informazione e promozione delle attività di FotoGrafia &#8211; festival internazionale di Roma. Titolare del trattamento dei dati personali è, ai sensi della richiamata normativa, l’IILA. Per informazioni: Segreteria Culturale IILA – tel: +39 06 68492.225/246; fax: +39 06 6872834; e-mail: s.culturale@iila.org</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1380</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MIRANDA: L’INDIA VINCE CON L’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1361</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1361#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rainero Schembri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1361</guid>
		<description><![CDATA[Nel Dipartimento dell'Istituto Italiano di Studi Orientali dell’Università La Sapienza di Roma Maurizio Miranda ha tenuto una Conferenza sui rapporti storici tra l’India e l’Italia e sulle prospettive di collaborazione tra le Università.  Iniziativa promossa dal professore Raffaele Torella (nella foto Miranda; nel riquadro La Sapienza). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata speciale al <em>Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali</em> dell’Università <em>La Sapienza</em> di Roma. Su iniziativa del professore <strong>Raffaele Torella</strong>, Ordinario di Lingue e Letteratura Sanscrita, è stato invitato a tenere una Conferenza <strong>Maurizio Miranda</strong>, Presidente dell&#8217;Indo &#8211; Italian Institute for Trade and Technology, nonché dell’Indian Knowledge City. Insieme ai numerosi studenti hanno partecipato all’incontro anche diverse personalità del mondo della cultura e dell’impresa, tra cui <strong>Luigialberto Ciavoli Cortelli</strong> (Vice presidente dell’ASAS, associazione delle imprese dello spazio aderente alla Confindustria), <strong>Giuseppe Cordario</strong>, (manager della <em>Ars et Inventio</em>, società altamente specializzata nel settore dell’innovazione tecnologica), <strong>Massimo Cittadini</strong> (uno dei maggiori esperti in logistica) e <strong>Grazia Geiger</strong> (docente ed esperta di comunicazione a livello internazionale). Ma, come detto in precedenza, il vero protagonista è stato Maurizio Miranda con una relazione che ha spaziato dagli antichi rapporti tra India e Roma fino ai giorni nostri, che vede affermarsi nella terra di Gandhi l’Economia della conoscenza: un modo di progettare lo sviluppo che potrebbe  essere molto utile all’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’auspicare una maggiore collaborazione tra le Università italiane e quelle indiane, Miranda si è soffermato sulla convergenza dell&#8217;Economia dei Patrimoni Culturali, Scientifici,Tecnologici e Digitali, in funzione di collaborazioni in Reti a distanza con Università e Imprese Indo-Italiane. Le tematiche sono state affrontate ed offerte in modo originale ed atipico rispetto alle abitudini correnti in Italia nella presentazione dei rapporti e scenari economici, imprenditoriali e culturali Indo-Italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A differenza, infatti, di quanto avviene solitamente nel quadro italiano, Miranda ha evidenziato un’ insolita e libera <em>Visione strategica ed operativa</em> nell&#8217;approccio e nell&#8217;attitudine da tenere da parte italiana con l&#8217;India, grazie ad una esperienza maturata sul campo in circa 27 anni di relazioni con entrambi gli Stati. Nel corso della sua Conferenza, emblematicamente intitolata <em>Dalle spezie allo Spazio</em>, Miranda ha anche delineato la cosiddetta <strong>Strategia delle 5 A</strong> che, sinteticamente cercheremo di riportare di seguito.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Prima A come </strong><strong>A</strong><strong>ugusto </strong>che,<strong> </strong>con la sua <em>Visione di Roma in Asia</em><strong> </strong>rivelò tutta la sua lungimiranza politica e commerciale nell&#8217;apertura dei rapporti con l&#8217;India e con gli ulteriori 17 Paesi Asiatici fino alla Cina inclusa. Relazioni per un legame storico bilaterale indelebile e un’opportunità culturale e competitiva eccezionale da cavalcare visto il grandissimo  interscambio che fu generato annualmente per 100 milioni di sesterzi tra l&#8217;India e Roma. Il tutto grazie allo sviluppo di 23 Empori Romani in tutta l&#8217;India e flotte mercantili dedicate da ambo le Parti. Ora si presenta un’incredibile occasione in campo archeologico per valorizzare il patrimonio di <em>Età Romana</em>, con infinite collaborazioni tecnico scientifiche per le piccole e medie imprese italiane in India.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Seconda A come </strong><strong>A</strong><strong>ryabhata, </strong>matematico ed astronomo<strong> </strong>nato in India agli albori del declino dell&#8217;Impero Romano nel 476 d.C., e che oltre ad elaborare eccezionali nuovi teoremi matematici da vita, inconsapevolmente, all’informatica grazie alla generazione del codice binario in uso oggi per le valenze e le applicazioni infinite dell&#8217; ICT nelle vaste aree della Economia della Conoscenza e della Economia della Cultura.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Terza A come </strong><strong>A</strong><strong>lleanza </strong>nella collaborazione del patrimonio culturale indiano (Heritage) urbano e rurale nell’ ambito del quale l&#8217;India ha grandissime necessità di sviluppare assistenza tecnica per incrementare la conoscenza nei campi della prevenzione, restauro, conservazione e sistemi museali pubblici e privati. La Commissione Indiana della Conoscenza ed il Consiglio Nazionale dell&#8217;Innovazione Indiano hanno la volontà di sviluppare ulteriori sinergie con l&#8217;Italia in campo scientifico e tecnologico con Reti di Università  e Imprese.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quarta A come </strong><strong>A</strong><strong>pplicazioni </strong>e servizi satellitari dallo spazio sulla terra, utili alla comprensione delle eccellenze italiane e indiane nonché ai rispettivi Enti Spaziali nel campo dei beni archeologici, dei beni architettonici,  artistici, storici,  bibliografici,  archivistici, ed etno-antropologici, con una particolare attenzione agli ambiti trasversali delle applicazioni ed interventi ICT nei Beni Culturali.</p>
<p><strong>Quinta A come </strong><strong>A</strong><strong>lta Sapienza</strong> per il ricorso di eventuali <em>start up</em> o <em>spin off</em> del Consorzio la Sapienza in collaborazione con un Parco Tecnologico Indiano. L&#8217;attenzione deve essere focalizzata sulle tecnologie, sui sistemi e strumenti per la salvaguardia dei contenuti digitali, proteggendo la loro autenticità e integrità evitando la perdita di informazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, per Miranda questi cinque blocchi rappresentano un ‘filo di Arianna’ che consente di analizzare l’evoluzione del mercato indiano. Sono, infatti, tutti aspetti che impattano sulla competitività dei due Sistemi Indo-Italiani.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1361</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MIGUEL RUIZ CABANA: CON L’ITALIA UN AMORE DA VIVERE</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1355</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1355#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rainero Schembri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1355</guid>
		<description><![CDATA[Per parlare della nuova realtà economica del Messico, che nel 2000 ha siglato un importante accordo di libero scambio con l’Europa,  abbiamo intervistato l'Ambasciatore a Roma Miguel Ruiz Cabanas Izquierdo (nel riquadro) arrivato in Italia nell'estate scorsa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se c’è un Paese che ha imparato la lezione della storia e ha saputo uscire nel 1994 da una delle più tragiche crisi economiche (paragonabile a quella argentina del 2001) è stato il Messico. Tanto è vero che oggi il Paese (112 milioni di abitanti) viene di diritto collocato tra i venti grandi del mondo, con una crescita media negli ultimi anni del 4%,  un reddito pro capite di circa 14,5 mila dollari, un debito pubblico del 2,3% del Pil e un’industria fortemente competitiva in settori come l’automobile  (una macchina su sei venduta negli Stati Uniti è prodotta in Messico), aerospaziale, cemento, petrolchimico, telecomunicazioni, informatica e industria alimentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Visitato ogni anno da oltre 22 milioni di turisti (grazie alle sue bellezze naturali e alla sua storia millenaria), il Messico viene considerato un Paese aperto, giovane (l’età media è di 27 anni), solido (con riserve che superano i 150 miliardi di dollari), a bassa tassazione e aperto al mondo.  Presieduto da Felipe Calderon (eletto nel 2006 il suo mandato scadrà quest’anno), il Messico dal 2000 ha siglato un importante accordo di libero scambio con l’Europa che ha già comportato importanti benefici anche per l’Italia.  Di questa nuova realtà, anche nei suoi lati meno positivi, abbiamo parlato con l’Ambasciatore del Messico in Italia (dall’estate del 2011) Miguel Ruiz Cabanas Izquierdo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato a Città del Messico e Laureato in Relazioni Internazionali Ruiz Cabanas è un diplomatico di carriera ed è stato in precedenza Ambasciatore a Tokio, oltre che rappresentante del Messico presso l’Organizzazione degli Stati Americani. Cabanas ha maturato anche una vasta esperienza nella lotta al narcotraffico nell’ambito delle Nazioni Unite. All’interno del Ministero degli Affari esteri messicano ha ricoperto incarichi di grande prestigio e responsabilità. Docente di Relazioni Internazionali, Ruiz Cabanas oltre a svolgere un’intensa attività di conferenziere collabora anche con numerose  riviste specializzate in relazioni Internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oltre ai colori della bandiera, ci sono diverse analogie positive tra l’Italia e il Messico. Ma ci sono anche alcune negative. Ad esempio, l’immagine legata all’attività delle mafie e ai gruppi criminali. Lei che all’Onu ha maturato una personale esperienza nella lotta alla criminalità cosa ne pensa?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>E’ una realtà con la quale entrambi i Paesi debbono fare i conti. Purtroppo non siamo gli unici. Di mafie potenti si parla anche in Cina, in Giappone, negli Stati Uniti, in Colombia e in tanti altri Paesi. Quello che è certo è che sia l’Italia che il Messico la stanno combattendo seriamente. Io ho avuto modo di conoscere e collaborare con Giovanni Falcone. Un uomo straordinario. Posso dire che abbiamo imparato molto dai suoi metodi e dal suo modo di affrontare questa piaga che distrugge le economie dei Paesi. Anche se le realtà sono molto diverse, il Messico ha guardato con grande attenzione a quello che è stato fatto in Italia su questo terreno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un’altra analogia riguarda le enormi differenze tra il nord e il sud. Ancora oggi il Chiapas è una realtà completamente diversa rispetto al nord del Paese. Cosa state facendo per riequilibrare questa situazione?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E’ vero, anche questo problema è molto simile nei due Paesi e in entrambi i casi lo squilibrio sociale ed economico ha radici storiche profonde. Ma come l’Italia anche in Messico tutte le forze politiche sono ormai perfettamente consapevoli che lo sviluppo dell’intera Nazione non può prescindere da una crescita costante e significativa della parte più povera del Paese. Negli ultimi anni si è fatto molto per il Chiapas, soprattutto nel campo delle infrastrutture, dell’educazione e del turismo. Ma ancora non è sufficiente. Occorre fare molto di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Passiamo all’economia. Non ritiene che l’intercambio commerciale tra Italia e Messico ancora non abbia espresso tutte le potenzialità offerte dai due mercati?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certamente si potrebbe fare molto di più però le cose non sono neanche così negative. Innanzitutto ricordiamo che l’Italia è il terzo partner commerciale del Messico in ambito UE, mentre siamo il secondo partner dell’Italia in America Latina. Nel 2011 l’interscambio tra i due Paesi, grazie anche all’accordo firmato dal Messico con l’Unione Europea è cresciuto del 40,6% rispetto al 2009, superando i 6.500 miliardi dollari. Altro dato interessante: sempre nel 2011 gli investimenti italiani in Messico hanno coinvolto 1.400 società. Tra questi figurano nomi quali il Gruppo Techint-Tenaris, Enel Green Power, Barilla, Brembo, Assicurazioni Generali e la Ferrero. In campo automobilistico registriamo la presenza di Fiat e Pirelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Concretamente in quali settori ci sono oggi le maggiori possibilità di collaborazione tra imprese italiane e messicane?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo momento il Messico esporta in Italia essenzialmente petrolio, oro, grano duro, alcuni tipi di acido e PVC, mentre importa prevalentemente macchinari e apparecchiature, prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio e prodotti metallurgi. Credo che ci siano ancora ampie possibilità, ad esempio, per quanto riguarda le parti di ricambio, il settore aerospaziale, le energie rinnovabili, i macchinari agricoli, il settore calzaturiero. Importante, comunque, è che arrivino i grandi gruppi che automaticamente trascinano con sé anche le piccole e medie imprese. Questo sarà anche il mio impegno principale a Roma. Presto organizzeremo un grande business council con le imprese italiane: quello sarà il momento giusto per presentare e rilanciare i rapporti commerciali tra i due Paesi. A questo proposito vorrei aggiungere un’altra cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prego. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra messicani e italiani c’è una grande affinità e simpatia. I messicani in genere adorano l’Italia, la sua gente, la sua storia, la sua cultura, le sue bellezze naturali, il suo modo di vivere. Anche gli italiani quando tornano dal Messico sono affascinati dal nostro Paese. Si tratta ora di sfruttare meglio questa simpatia reciproca incrementando anche gli scambi commerciali e i rapporti economici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Molti ritengono che il Messico sia ancora troppo legato agli Stati Uniti a seguito anche dell’accordo NAFTA e che questo sia una delle ragioni che rallentano lo sviluppo dei rapporti con l’Europa. Lei cosa ne pensa?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ma non credo proprio. Non c’è dubbio che gli Stati Uniti rappresentino sempre il principale partner commerciale del Messico ma è una cosa del tutto naturale. Non dimentichiamo che tra i due Paesi scorre la più lunga frontiera del mondo. Io credo, al contrario, che i nostri rapporti con gli Stati Uniti siano un fattore estremamente positivo: non a caso molte imprese europee s’insediano nel Messico per poi esportare in America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito di frontiere, è’ noto che le rimesse dei lavoratori messicani all&#8217;estero sono aumentate di anno in anno, arrivando a rappresentare il 3% del PIL e un&#8217;importante fonte di valuta estera per il Paese, accanto ai proventi delle esportazioni di petrolio e del turismo. Lei non pensa che il Messico sarà veramente una potenza mondiale solo il giorno in cui nessun messicano sarà più costretto a lasciare il suo bellissimo Paese?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche questa situazione sta cambiando radicalmente. Nell’ultimo anno sono stati più i messicani che sono tornati in patria che quelli che sono emigrati. Tanto è vero che negli Stati Uniti sono molto preoccupati: se domani tutti gli agricoltori messicani che lavorano negli USA dovessero rientrare l’agricoltura americana subirebbe un collasso. Comunque, non c’è dubbio che vorremmo arrivare a una situazione per cui uscire dal Messico sia per tutti i lavoratori una scelta e non una costrizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In conclusione, i messicani come vedono la crisi europea e italiana?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche se in questo momento l’America Latina sta attraversando un’intensa fase di sviluppo, tutti guardiamo a quello che avviene in Europa con una certa apprensione. Nell’era della globalizzazione sarebbe un errore tremendo pensare di potersi isolare o evitare il contagio. Alo stesso tempo, però, siamo anche ottimisti sul futuro dell’Europa che ha tutte le risorse per uscire dalla crisi. Ciò vale anche per l’Italia che vanta una grandissima tradizione soprattutto a livello di piccole e medie imprese. Agli industriali italiani consiglierei di guardare con più attenzione ad alcuni Paesi come il Messico: forse potrebbero trovare da noi la soluzione di alcuni dei loro problemi. In sostanza, che il nostro diventi anche un ‘amore d’interesse’, nel senso più buono del termine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1355</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ALL’IILA  BRASILE, COLOMBIA, EL SALVADOR E NICARAGUA</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1349</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1349#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euronews org</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1349</guid>
		<description><![CDATA[Prosegue all'IILA (Istituto Italo Latino Americano) il Ciclo di Conferenze America Latina Protagonista del XXI Secolo: Incontri e Opportunità. Nei riquadri Juan Manuel Prieto, Aida Luz Santos de Escobar, Tarcisio Costa e Junior Andrés Escobar Fonseca.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parte del leone è spettata ovviamente al gigante Brasile rappresentato al quarto incontro con gli Ambasciatori organizzato a Roma dall’IILA  (l’Istituto Italo Latino Americano) dall’incaricato d’Affari, il Ministro-Consigliere Tarcisio Costa. Insieme a lui sono intervenuti anche l’Ambasciatore della Colombia, Juan Manuel Prieto, l’Ambasciatore di El Salvador Aida Luz Santos de Escobar e, per il Nicaragua, l’Addetto Tecnico per gli Affari di Cooperazione Junior Andrés Escobar Fonseca. L’iniziativa è stata programmata nell’ambito del <em>Ciclo di Conferenze America Latina Protagonista del XXI Secolo: Incontri e Opportunità.</em> A fare gli onori di casa ci hanno pensato il Presidente dell’IILA e Ambasciatore di Guatemala Alfredo Trinidad e il Segretario generale Ambasciatore Giorgio Malfatti di Monte Tretto. All’incontro è intervenuto anche l’Ambasciatore Maurizio Melani, Direttore Generale per la Promozione del<br />
Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il Consigliere Tarcisio Costa del Brasile, da circa 16 anni i brasiliani portano avanti una strategia basata essenzialmente sulla crescita economica abbinata alla distribuzione del reddito. Il Brasile, inoltre, punta decisamente sull’incremento del consumo interno e tutto ciò ha consentito al Paese di diventare nel 2011 la sesta economia nel mondo. Questa crescita economica si poggia su sei ingredienti: stabilità monetaria, conti pubblici in pareggio, espansione del consumo interno, grandi investimenti in infrastrutture, integrazione economica e raggiungimento di ampie riserve internazionali. Altri dati: il Pil cresce del 3,5%, l’inflazione non supera il 6,5%, il debito pubblico corrisponde al 38,5% del Pil mentre il debito estero è stato azzerato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Davanti a questi dati”, ha sostenuto l’Ambasciatore della Colombia Prieto, “mi sento un po’ schiacciato tra Davide e Golia”. Ma se la Colombia incarna Davide allora c’è da presumere che è fiduciosa nella sua ‘lotta per lo sviluppo’. E ha tutti i motivi per esserlo. La Colombia rappresenta sicuramente una delle economia più interessanti dell’intera America Latina. Oltre a trovarsi tra le nazioni più stabili del Continente (a differenza di quasi tutti gli altri i Paesi non è stata mai soggetta a un colpo di stato militare, ha sempre pagato tutti i suoi debiti e non ha mai privatizzato un’industria straniera. Non è quindi un caso che la Banca Mondiale abbia considerato la Colombia il Paese più vantaggioso per gli investimenti esteri. Ebbene, fino ad ora l’Italia ancora non ha scoperto la Colombia. Un dato con due sfaccettature: da un lato sicuramente negativo. Dall’altro evidenzia che ci sono ancora tantissime opportunità da sfruttare. Non a caso i numerosi  imprenditori presenti all’incontro hanno manifestato un grande interesse per la Colombia,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo i due grandi Paesi la parola è passata ai rappresentati dei due ‘piccoli’ dell’America Centrale: El Salvador e Nicaragua. Due nazioni molto simili per dimensioni, potenzialità, voglia di crescere e disponibilità ad accogliere investimenti stranieri. Anche i rappresentanti dei due Paesi sono sembrati molto simili, per competenza, entusiasmo, simpatia e carica umana. L’ambasciatrice salvadoregna Santos de Escobar, dopo aver ricordato che il suo Paese punta soprattutto sul turismo, sull’aeronautica e sul tessile ha invitato tutti alla grande fiera internazionale di fine novembre delle calzature. Un invito che negli incontri bilaterali che si sono svolti a fine giornata è stato subito raccolto da alcune imprese. Un certo successo ha registrato anche l’Addetto Tecnico del Nicaragua  Escobar Fonseca. Con una crescita del  Pil del 4,7% il Nicaragua punta essenzialmente sull’energia rinnovabile (entro il 2017 diventerà completamente autosufficiente), turismo, tessile e agricoltura. Molto attive in Nicaragua sono anche le Zone Franche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il prossimo incontro con gli Ambasciatori è previsto all’IILA il 23 maggio con Cuba, Honduras, Perù e Venezuela. Ci sarà poi una giornata di ‘ripescaggio’ per i Paesi che per ragioni varie non hanno potuto partecipare a questo programma sicuramente innovativo e utile per far conoscere la nuova realtà latino americana al mondo imprenditoriale italiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1349</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SANTILLI: LA POPOLARE DI VICENZA COLMA UN VUOTO IN BRASILE</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1340</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1340#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 20:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rainero Schembri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1340</guid>
		<description><![CDATA[In questa intervista Alfonso Santilli, responsabile della Direzione Estero del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, descrive l'impegno e i servizi offerti dalla Banca in Brasile, il grande mercato latino americano. Nei riquadri Santilli e Maria Freitas, la responsabile della importante sede di San Paolo.   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un Continente che si trova in una fase di costante crescita, che sta attirando l’attenzione di tutto il mondo imprenditoriale internazionale, che sembra destinato a ricevere sempre nuovi e consistenti investimenti americani, cinesi, indiani, ma che alla stragrande maggioranza delle banche italiane non sembra interessare più di tanto: parliamo dell’America Latina. A tentare di colmare (ovviamente, in piccolissima parte) questo incredibile vuoto strategico ci ha pensato da qualche anno una media ma dinamica banca, la Popolare di Vicenza. Come mai? Lo abbiamo chiesto direttamente ad Alfonso Santilli, responsabile dal 2009 della Direzione Estero del Gruppo Banca Popolare di Vicenza.</p>
<p>Docente di formazione aziendale per le tematiche estero e di tecniche del commercio estero, Santilli è anche autore del libro <em>Le garanzie nel Commercio Internazionale</em>. “Purtroppo”, ci dice, “in Italia manca spesso una strategia di lungo respiro, andiamo avanti per mode. Oggi vanno di moda Cina e India, ieri andava di moda l’America Latina che, dopo una serie di operazioni molto discutibili, è stata quasi abbandonata dal punto di vista presenze dirette dal sistema bancario italiano. Conseguenza: nel momento in cui quest’area geografica è diventata una delle poche in espansione, l’Italia bancariamente parlando si vede completamente spiazzata, ad esempio, dalle banche spagnole, inglesi o tedesche”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Voi invece andate controcorrente?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attenzione, non vorrei far apparire il nostro intervento più grande di quanto lo sia nella realtà. Abbiamo semplicemente colto le crescenti richieste di imprenditori nostri clienti che volevano espandersi in Brasile, ormai uno dei colossi sulla scena internazionale. In questa prima fase ci siamo limitati ad aprire a San Paolo del Brasile un ufficio di rappresentanza guidato da Maria de Freitas, che parla molto bene l’italiano ed è una grande esperta del mercato brasiliano e del sistema bancario locale. L’iniziativa sta andando molto bene, tanto è vero che in meno di due anni abbiamo già assistito su mercato brasiliano oltre duecento imprenditori, con un giro d’affari cresciuto del 30% circa, passando da 44 a 64 milioni di euro. Del resto, il Brasile, con un bacino di consumatori di 190 milioni di abitanti, ha deciso di investire ben 160 miliardi di dollari nella modernizzazione e nel potenziamento delle infrastrutture, determinando una crescita del PIL nel 2011 di poco superiore al 4%. Questa sviluppo dovrebbe registrare un ulteriore incremento a seguito dell&#8217;organizzazione dei Mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016. Comunque, non è escluso che il nostro esperimento fatto in Brasile non possa ripetersi anche in altri Paesi Latino Americani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma perché non avete aperto una filiale operativa?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le ragioni sono varie. Innanzitutto perché non è facile avere l’autorizzazione dalle autorità governative brasiliane. Ma questo è uno scoglio che volendo si potrebbe anche superare. Ci sono poi i costi che per una banca media come la nostra in questo momento sono difficili da sostenere. Ma, francamente, credo che abbiamo elaborato un modello di struttura estremamente funzionale alle esigenze della nostra clientela.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E quali sono gli ingredienti di questa struttura? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La struttura a San Paolo è, innanzitutto, snella, concreta e poco invasiva nei confronti del sistema bancario brasiliano. Mi spiego. Noi operiamo essenzialmente come ufficio di promozione degli affari. In sostanza richiamiamo l’attenzione degli imprenditori italiani sulle nuove opportunità che si stanno verificando in Brasile. Dopodiché forniamo una serie di sevizi molto pratici come la ricerca di traduttori, la consulenza di avvocati, la consulenza doganale, l’assistenza nella compilazione di domande e richieste di autorizzazioni, la ricerca di partner ideali, la possibilità di sfruttare le nostre strutture per organizzare incontri e convegni, la partecipazione alle fiere, ecc.</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, i servizi bancari in senso stretto, abbiamo pensato che il modo migliore sia quello di appoggiarsi su banche brasiliane in modo da coprire l’intero territorio. In sostanza, noi presentiamo i nostri clienti e quindi offriamo le necessarie garanzie, nel contempo non facciamo concorrenza alle banche brasiliane. Manteniamo, ad esempio, ottimi rapporti con la stragrande maggioranza delle banche locali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Si tratta quindi di un rapporto estremamente personalizzato.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non c’è dubbio. Cerchiamo di far conoscere all’imprenditore anche gli usi e costumi, la normativa, la mentalità locale, per identificare le migliori condizioni per muoversi nell’ambito della burocrazia, insomma offriamo soluzioni concrete alle esigenze tipiche di un piccole medio imprenditore. Non spetta a noi fare grandi filosofie o progetti industriali ma risolvere i piccoli problemi del Cliente, non fargli perdere inutilmente tempo e segnalare tutti i rischi che una determinata operazione commerciale o imprenditoriale può comportare. Noi siamo nella città di San Paolo, il vero centro economico brasiliano e latino americano ma siamo in grado, attraverso la rete di banche brasiliane collegate e di studi specialistici nostri partner, di assistere l’imprenditore italiano in qualsiasi Stato brasiliano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In conclusione, l’ufficio di San Paolo vi aiuta a incrementare anche la clientela in Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Diciamo che innanzitutto accontentiamo una parte della nostra clientela. Ci sono poi imprese che venendo a conoscenza della nostra presenza in Brasile si avvicinano alla Banca Popolare di Vicenza. Ma dirò di più. Ci sono anche imprese che già stanno in Brasile e che attraverso la nostra filiale di San Paolo diventano in seguito nostri clienti. In ogni caso, quello che è certo è che anche noi abbiamo compiuto un piccolo ma importante salto di qualità. E sicuramente proseguiremo su questa strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>oooooo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>Breve nota sulla Banca Popolare di Vicenza</em></strong></p>
<h5>La Banca Popolare di Vicenza è stata fondata a Vicenza nel 1866 ed è stata la prima Banca Popolare sorta in Veneto. Attualmente l’Istituto vanta una rete di oltre 680 filiali distribuite in tutta Italia, 5600 dipendenti, 1.000.000 di clienti e circa 60.000 soci rappresentando una delle principali realtà bancarie in Italia. La rete all’estero è composta da:</h5>
<ul>
<li><em>cinque Uffici di Rappresentanza, Hong Kong, operativo fin dagli anni ’80, Shanghai dal 2005, New Delhi dal 2006, San Paolo in Brasile da gennaio 2011, New York (USA) da ottobre 2012.</em></li>
<li><em>International Desks in sette istituzioni creditizie ubicate nell’Europa centro-orientale, e precisamente in Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bosnia Erzegovina. </em></li>
<li><em>due società di diritto irlandese con base a Dublino, BPV Finance e Cattolica Life, attive rispettivamente nel settore del Prioritary Trading e Bancassurance, in grado di garantire servizi di finanziamento e assistenza per la costituzione e l’amministrazione di entità giuridiche all’estero</em></li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p><em>La banca Popolare di Vicenza è presieduta da <strong>Giovanni Zonin</strong> e dai vicepresidenti <strong>Marino Breganze</strong> e <strong>Andrea Monorchio</strong>, mentre il Direttore Generale è <strong>Samuele Sorato</strong>. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Sede Legale e Direzione Generale: </em><em> </em></p>
<p><em>I-36100 Vicenza, Via Btg. Framarin,18</em></p>
<p><em>Tel. +39-0444 339111 Fax +39-0444 329364 &#8211; SWIFT BPVI IT 22 </em><em> </em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Ufficio di Rappresentanza di San Paolo del Brasile</em></strong></p>
<p><strong><em>Popolare di Vicenza Assessoria e Consultoria Ltda</em></strong></p>
<p><strong><em>Tel. +55 113251 – 3707</em></strong></p>
<p><strong><em>e-mail saopaulo@popvi.com</em></strong></p>
<p><strong><em>Direttore: Maria De Freitas</em></strong></p>
<p><strong><em>Avenida Paulista n.1754</em></strong></p>
<p><strong><em>16° andar, conjuntos 166-169</em></strong></p>
<p><strong><em>CEP 01310-200, Cerqueira Cesar</em></strong></p>
<p><strong><em>Sao Paulo/SP Brasil </em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per contatti: <strong>Numero verde 800 023555; Assistenza 800 400700, imprese 800 851076 </strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1340</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MONTEIRO: CHE ‘SAUDADE’ DELLA VERA CULTURA BRASILIANA</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1323</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1323#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 13:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rainero Schembri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1323</guid>
		<description><![CDATA[Julio Monteiro Martins, scrittore brasiliano residente da molti anni in Italia (a Lucca dove ha fondato una scuola di scrittura creativa chiamata Sagarana) si sofferma sul difficile momento culturale che il Brasile sta attraversando. (Foto: Museo Oscar Niemeyer a Niteroi con sfondo Rio de Janeiro. Nel riquadro lo scrittore).   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta era la Capitale dello Stato della Guanabara, all’interno del quale c’èra la famosa Rio de Janeiro, fino al 1960 la capitale del Brasile. Oggi Niteroi è una città di circa 500 mila persone, una delle più popolose e ricche di tutto il Brasile. Julio Monteiro Martins, scrittore brasiliano residente da molti anni in Italia (è stato uno dei tanti esiliati dalla dittatura militare degli anni sessanta e settanta) proviene proprio da Niteroi: ebbene, in questa intervista Monteiro racconta, non senza un velo di amarezza, cosa prova ogni volta che torna nella sua città e Paese. In effetti, il gigante brasiliano, una delle grandi potenze economiche che si stanno affacciando sulla scena internazionale, come tante altre nazioni avanzate registra in coincidenza con il raggiungimento di un elevato benessere la perdita di molte delle sue tradizioni ed espressioni culturali. Ed e’ proprio di questo Brasile che vogliamo parlare con Monteiro. Ma prima una sua breve biografia.</p>
<p>Monteiro si dedica alla scrittura fin da ragazzo e già nel 1976 pubblica i primi racconti. Presto andrà a insegnare scrittura creativa negli Stati Uniti e in Portogallo. Dal 1996 insegna all’Università di Pisa, dove attualmente tiene il corso di Lingua Portoghese e Traduzione Letteraria. Dirige, inoltre, il Laboratorio di Narrativa del Master di Scrittura Creativa, presso la Scuola Sagarana di Lucca, dove vive e  fonda anche la rivista culturale sempre con il nome di <em>Sagarana</em> (<a href="http://www.sagarana.net/">www.sagarana.net</a>).</p>
<p>All’attività di scrittore e docente affianca un impegno attivo in campo politico e sociale. Nel 1983 è uno dei fondatori del <em>Partido Verde</em> brasiliano e, successivamente, nel 1986, del movimento ambientalista brasiliano <em>Os verdes</em>. Nel 1991, avendo affrontato studi universitari di indirizzo giuridico, è avvocato dei diritti umani per il <em>Centro Brasileiro de Defesa dos Direitos da Criança e do Adolescente </em>(ONG), occupandosi in particolare dell’incolumità dei <em>meninos de rua</em> chiamati a testimoniare in tribunale, in seguito all’orrenda strage della Chacina da Candelária, nella quale una squadra di poliziotti in borghese uccise nel sonno a colpi di mitra bambini abbandonati che dormivano in strada a Rio de Janeiro.</p>
<p>La produzione letteraria di Julio Monteiro Martins comprende numerose opere sia in portoghese brasiliano sia in italiano, essendo quest’ultima la lingua attualmente preferita dall’autore. Pur prediligendo la forma narrativa, Monteiro Martins ha pubblicato anche poesie e pièce teatrali. Da alcune sue opere sono state tratte sceneggiature di cortometraggi. Di seguito i principali titoli.</p>
<p>In portoghese: <em>Torpalium</em> (racconti, Ática, São Paulo, 1977), <em>Sabe quem dançou?</em> (racconti, Codecri, Rio, 1978) <em>Artérias e becos</em> (romanzo, Summus, São Paulo, 1978), <em>Bárbara</em> (romanzo, Codecri, Rio, 1979), <em>A oeste de nada</em> (racconti, Civilização Brasileira, Rio, 1981), <em>As forças desarmadas</em> (racconti, Anima, Rio, 1983), <em>O livro das Diretas</em> (saggi politici, Anima, Rio, 1984), <em>Muamba</em> (racconti, Anima, Rio, 1985) e <em>O espaço imaginário</em> (romanzo, Anima, Rio, 1987); suoi lavori sono inoltre apparsi in numerose antologie.</p>
<p>In italiano: <em>Il percorso dell’idea</em> (poesie, Bandecchi e Vivaldi, Pontedera, 1998), <em>Racconti italiani</em> (Besa Editrice, Lecce, 2000), <em>La passione del vuoto</em> (Besa, Lecce, 2003), <em>Madrelingua</em> (romanzo, Besa, Lecce, 2005) e <em>L&#8217;amore scritto</em> (racconti, Besa, Lecce, 2007). Da ricordare, infine, la partecipazione, assieme ad Antonio Tabucchi, Bernardo Bertolucci, Dario Fo, Erri de Luca e Gianni Vattimo, all’opera collettiva <em>Non siamo in vendita – voci contro il regime</em> (a cura di Stefania Scateni e Beppe Sebaste, prefazione di Furio Colombo, Arcana Libri / L&#8217;Unità, Roma, 2002). Nel 2011 è stata pubblicata la monografia sulla sua opera <em>Un mare così ampio: I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins</em>, di Rosanna Morace, per la Libertà edizioni, di Lucca.</p>
<p><strong>Lei ha fondato una scuola di scrittura creativa Sagarana. Cosa si propone di raggiungere e cosa significa esattamente Sagarana?</strong></p>
<p>“Sagarana” è il titolo del primo libro di João Guimarães Rosa, pioniere del realismo fantastico in America Latina. <em>Sagarana</em> è una parola inventata da Guimarães Rosa, grande creatore di neologismi, composta da due particelle di origine etimologica diversa: &#8220;saga&#8221;, che in portoghese ha lo stesso significato dell&#8217;italiano, sta per storia che attraversa epoche e generazioni, e &#8220;rana&#8221;, suffisso collettivo tratto dall&#8217;idioma nativo brasiliano tupí, che significa “un’infinità”. <em>Sagarana</em>, quindi, sarebbe la &#8220;storia plurima&#8221;, la &#8220;saga infinita&#8221;: forse, la riunione ideale di tutte le storie mai create dall&#8217;uomo nel suo lungo esilio su questo pianeta.</p>
<p>Una scuola di scrittura è lo spazio ideale per lo sviluppo della creazione letteraria, dove gli allievi trovano l’accompagnamento di uno o più scrittori esperti, studiano le tecniche e la storia della letteratura, sviluppano un forte scambio con i propri colleghi e sono immersi in un ambiente dove prevale l’amore per i libri e per la narrazione. Lo scopo è preparare e incentivare le nuove generazioni di scrittori, qualcosa che è imprescindibile per qualsiasi nazione. Infatti quando una letteratura si indebolisce è tutta la società che ne soffre, che perde il contatto con sé stessa, smarrisce la sua identità profonda e perde la coscienza critica. Invito i lettori ad approfondire queste riflessioni leggendo un mio breve saggio sulle scuole di scrittura al link: <a href="http://www.sagarana.net/speciale/link1.htm">http://www.sagarana.net/speciale/link1.htm</a></p>
<p><strong>È noto che negli anni settanta e ottanta gli scrittori brasiliani hanno avuto un ruolo importante nella caduta della dittatura militare. Oggi il Brasile è un Paese democratico guidato da molti anni da governi di sinistra e che ha avuto in Lula un presidente di fama internazionale. In questo contesto che ruolo svolgono oggi gli scrittori e intellettuali brasiliani?</strong></p>
<p>Sono lontano dal Brasile già da quasi 20 anni. Il mio primo anno di esilio (le cose hanno un loro nome, non dobbiamo averne paura) l’ho vissuto a Lisbona, e dal 1995 sono in Italia. Il Brasile ed io abbiamo “deciso” di tagliare reciprocamente i legami. Anche perché non è possibile ricostruirsi una vita in un nuovo paese se si rimane con un piede su ogni sponda dell’oceano. Solo negli ultimi anni i rapporti si stanno pian piano ricucendo.</p>
<p>Comunque leggo i giornali brasiliani on-line tutti i giorni e penso di avere le informazioni per paragonare la situazione attuale a quella degli anni 70 e 80, quando pubblicavo i miei libri in Brasile. Se devo essere sincero, non mi sembra che il ruolo degli scrittori e degli intellettuali oggi sia simile a quello del passato, anzi, direi che è stato molto ridimensionato. Il Brasile ha prosperato in tante aree importanti, nella democrazia, nella solidità delle istituzioni, nell’area sociale ed economica, ma per quel che riguarda la cultura vedo un inarrestabile, e pericoloso, impoverimento generale. Tranne qualche film interessante e i nuovi festival letterari, che però sono solo una vetrina un po’ soggiogata di quello che si produce all’estero, e non necessariamente il meglio, per il resto il panorama è piuttosto misero: il teatro, la creazione letteraria, le arti figurative e addirittura la musica dove siamo sempre stati forti non hanno ripetuto il livello raggiunto nel tardo Novecento.</p>
<p>Se si fa un paragone tra le parole delle canzoni di allora e quelle di oggi, il risultato è sconcertante. Tutto questo sotto lo sguardo indifferente o ignaro della società. Nel caso della letteratura, molti scrittori importanti sono morti, senza un “ricambio” di talenti, altri, come me, si sono esiliati per assoluta mancanza di prospettive in patria, altri sono scomparsi per mancanza di visibilità nei media, per oblio vero e proprio, e non si sa se hanno scritto delle cose valide o meno negli ultimi decenni, perché da loro non ci sono più notizie. Una situazione molto triste. Si parla solo del banalissimo Paulo Coelho e di tre o quattro autori di storielle umoristiche o di patetici consigli di <em>self-help</em>. Niente di nuovo sul fronte tropicale. E questo non vuol dire che magari una produzione originale non ci sia, ma che non gode di alcuna visibilità, rimane nascosta e clandestina, ignorata dai possibili lettori.</p>
<p><strong>Esistono dei tratti distintivi della letteratura latino americana e, più specificatamente, della letteratura brasiliana, o anche in questo campo predomina la globalizzazione?</strong></p>
<p>Sì, esistono in entrambi i casi. A mio parere però la letteratura brasiliana è sempre stata più vicina a una letteratura “mondializzata” di quella ispano-americana, tra l’altro perché quest’ultima è partita da una sorta di mimesi, e poi di carnevalizzazione di un mondo rurale, quello dei “fiumi profondi” di Arguedas, della Macondo di Márquez, di “Pedro Paramo” di Rulfo, per citarne alcuni, mentre in Brasile sin dall’Ottocento la narrativa è predominantemente urbana, ambientata nei tropici ma con lo sguardo rivolto verso l’Europa.</p>
<p>Penso a Machado de Assis, a Lima Barreto, allo sguardo rigoroso e positivista di Euclides da Cunha, autore del monumentale “Os Sertões”, ai “modernistas” de 1922 influenzati dal Futurismo, dal Surrealismo e dal Dadaismo, fino ad autori raffinati e moderni come Clarice Lispector o come Caio Fernando Abreu, che ha scritto per esempio storie belle e terribili sull’epidemia di Aids nelle grandi metropoli brasiliane.</p>
<p>Il Brasile è sempre stato in forte sintonia con l’Occidente, è il suo “estremo Occidente”. L’Occidente invece non è ancora entrato in sintonia col Brasile, lo vede ancora attraverso stereotipi superficiali, antiquati, caricature volgari, una sorta di “repubblica delle banane” gigantesca, e si rifiuta di vedere la nuova civiltà che si sta costruendo nei tropici.</p>
<p><strong>Che analogie e differenze vede tra la contemporanea letteratura italiana e quella brasiliana?</strong></p>
<p>Poche analogie. Quando negli anni 90 si presentavano in Italia i libri della nuova generazione dei “cannibali”, il Brasile sviluppava un stile simile, il cosiddetto “brutalismo” brasiliano, un realismo crudo, sopra le righe, cinico e senza limiti, erede dei racconti di Rubem Fonseca. Ma le coincidenze si fermano qui. Quel poco di significativo che si produce oggi in entrambi i paesi sembra ben diverso: in Italia, un manierismo stilistico troppo estetizzato e artificiale oppure storie di sfruttamento, gialli e romanzi storici, in Brasile l’avanguardia sembra composta di storie di violenza estrema per scioccare la borghesia benpensante, oltre agli autori che ho citato sopra.</p>
<p>Anzi, se c’è un punto forte di intersezione è proprio quello della sterilità e dell’impoverimento. Per esempio, ho notato che le concertazioni di punti di vista narrativi in uno stesso testo, che era dato acquisito in Italia a partire dagli anni 40, e largamente praticato da autori come Calvino, Buzzati, Manganelli o Elsa Morante, oggi è molto raro. Gli scrittori italiani oggi iniziano e finiscono i loro libri con uno stesso unico punto di vista narrativo, sia il monologo interiore sia la terza persona col narratore assente. Questo è un sintomo inequivocabile di impoverimento tecnico (che è chiaro ripercuote in un impoverimento di contenuto). Vedi, anche a questo serviranno le scuole di scrittura, per cercare di ripristinare una ricchezza tecnica smarrita.</p>
<p><strong>Lei che da molti anni vive fuori dal suo Paese, quando torna in Brasile c’è qualcosa che con rammarico non trova più?</strong></p>
<p>Qualcosa? Ma non trovo quasi niente di ciò che conoscevo! Paesi giovani e dinamici come il Brasile cambiano in un decennio più di quanto un paese europeo non cambi in mezzo secolo. Sono tornato a Niterói circa sei anni fa, e camminando per le strade del quartieri dove sono nato non c’era più un volto che conoscessi. Anche i negozi erano quasi tutti diversi, e le case non esistevano più, le ultime ville art-déco della spiaggia di Icaraí sono state demolite e hanno dato luogo a nuovi palazzoni di vetro e acciaio.</p>
<p>La mia bucolica Icaraí sembrava Miami Beach. Non esiste più una sola casa dove sono vissuto, e anche le scuole, i parchi, sono profondamente cambiati. La città mi è sembrata affollata, pericolosa, velocissima. Tutti i cinema sono stati convertiti in nuovi templi delle sette evangeliche. Non c’è mai dove parcheggiare, le favelas si sono ingigantite e minacciano i quartieri bassi, si ascoltano sparatorie di fucili durante la notte, e sono nati interi nuovi quartieri dove soltanto pochi anni fa c’erano solo “sítios”, la campagna.</p>
<p>Quartieri con palazzi di dodici piani, uno accanto all’altro. E poi, il discorso romantico e politico del mio tempo sembra essere stato rimpiazzato dal discorso della violenza e della pornografia, presenti anche nelle parole della musica “funk” che domina lo scenario musicale. Una terra straniera. E tuttavia so che c’è un’essenza di “brasilianità” che non scompare, che rimane sommersa, guidando le scelte quotidiane e la visione del mondo, ma non è facile scorgerla nel panorama attuale.</p>
<p><strong>Invece cosa pensa che gli italiani dovrebbero imparare guardando al Brasile?</strong></p>
<p>Tante cose, tutte legate a quella “brasilianità” e alla visione di mondo di cui parlavo prima. Che la forza del carattere e la capacità di affrontare le avversità non deve necessariamente essere seria, o triste. Che è possibile, anzi, è molto efficace affrontare la crisi, o le tragedie cantando e ballando, sviluppando una particolare forma di “sete” solo per i bicchieri mezzi pieni.</p>
<p>Che c’è una parte importante della nostra vita che non è soggetta al libero arbitrio, alla forza di volontà, ma al “destino”, a una sorta di logica particolare di ogni esistenza, che si manifesta attraverso il caso, le coincidenze, i nessi causali misteriosi, incomprensibili, e ci lascia senza molto da fare, quindi meglio rilassarci e assecondare questa logica.</p>
<p>Che l’intera vita è una somma di momenti presenti in successione, e non un viaggio nel passato o nel futuro, quindi le preoccupazioni eccessive sono inutili, ci rubano un tempo prezioso, mentre le memorie, meglio addolcirle e selezionarle, assaporarle con gusto, come nel brasilianissimo meccanismo della “saudade”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1323</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’ICE RIPRENDE CON UN NUOVO PRESIDENTE: RICCARDO MONTI.</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1312</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1312#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 May 2012 09:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euronews org</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1312</guid>
		<description><![CDATA[L’Ice, che per molti mesi ha rischiato addirittura di chiudere, ha finalmente un nuovo Presidente: Riccardo Monti che, su designazione del Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera, sostituisce l'ex Presidente Umberto Vattani. Nella foto la sede centrale dell’Agenzia (nel riquadro Riccardo Monti). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ice ha finalmente un nuovo Presidente: Riccardo Monti che su designazione del Ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera va a sostituire nell’incarico l’Ambasciatore Umberto Vattani. Si volta quindi pagina per una delle storie più assurde degli ultimi tempi. In pratica, mediante il decreto 98 del 6 luglio 2011 (convertito nella legge 111/11) era stato deciso la soppressione dell’Istituto per il Commercio con l’estero  nell’ambito della politica di risanamento finanziario adottato dal Governo Berlusconi (in particolare dal Ministro dell’economia Giulio Tremonti). Peccato che nella difficile situazione economica in cui ha cominciato a trovarsi l’Italia uno dei pochissimi settori che continuavano a trainare bene era proprio l’export, al quale l’Ice offre un contributo importante. Ora, dopo tanti mesi di paralisi, si riprende il cammino cambiando innanzitutto nome (un tipicamente vezzo italiano): da Istituto l’Ice diventa Agenzia per la promozione all&#8217;estero e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese italiane.</p>
<table border="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">In questo cambio di   nome (che, tra l’altro contraddice le più moderne esigenze di sinteticità   nella comunicazione) le prime spese e i primi guadagni faranno probabilmente   le tipografie con la stampa delle nuove carte intestate. In compenso il curriculum   del nuovo e giovane (44 anni) Presidente Monti (nessuna parentela con il   primo ministro) promette bene.Laureato in Economia e</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Commercio all’Università di Napoli e ha successivamente conseguito due specializzazioni alla Columbia University e al Brooklyn Polytechnic di New York. Negli ultimi quindici anni, soprattutto nel ruolo di  Executive Director del Gruppo Value Partners ha lavorato con Corporation e Governi di oltre 30 Paesi, in particolare nei grandi mercati emergenti di America Latina, Medio Oriente, Asia e in Turchia, su progetti di espansione internazionale. Dal 2007 è membro del Board della Robert Kennedy Foundation. La nomina di Monti coincide con l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione dell&#8217;Agenzia –ICE: oltre allo stesso Monti ne fanno parte Giuseppe Mazzarella, Maurizio Melani, Luigi Pio Scordamaglia e Paolo Zegna. Ma ecco un breve profilo dei nuovi nominati:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giuseppe Mazzarella</strong>, 52 anni, titolare dell’impresa artigiana Mercury, produttrice di calzature da donna interamente fatte a mano e distribuite in tutto il mondo (in particolare nei mercati cinese, giapponese e russo) È Presidente di Confartigianato Moda dal 2008 con delega all’internazionalizzazione, alla promozione e ai nuovi mercati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Maurizio Melani</strong>, 64 anni, laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Roma, Ambasciatore dal gennaio 2007. Nel corso della sua carriera diplomatica ha prestato servizio in Tanzania, Gran Bretagna, Etiopia, Belgio e in Iraq, dove è stato Ambasciatore dal 2006 al 2010. Dal 2010 ricopre l’incarico di Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luigi Pio Scordamaglia</strong>, 46 anni, Amministratore Delegato di INALCA SpA (Gruppo Cremonini), azienda leader del settore delle carni bovine, con impianti produttivi e logistici in dieci Paesi extra-UE. Dal 2001 al 2010 è stato Consigliere per le politiche agrodindustriali dei Ministri delle Politiche Agricole e Forestali. È Consigliere Delegato di Federalimentare, Vice Presidente Esecutivo di Assocarni e membro del Consiglio Direttivo dell’IMS – International Meat Secretariat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Paolo Zegna</strong>, 56 anni, una laurea in Scienze Economiche e Sociali conseguita presso l’Università di Ginevra, è Presidente del Gruppo Ermenegildo Zegna, Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, Vice Presidente di Altagamma e Vice Presidente di Idea Biella. Negli ultimi anni ha ricoperto gli incarichi di Presidente di Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda, Milano Unica, Idea Biella.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I membri del CdA durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola volta. Il CdA delibera lo Statuto, il regolamento di organizzazione ed il regolamento di contabilità, la dotazione organica del personale, i bilanci ed il Piano annuale di attività.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1312</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ARIS SYNGROS: OGGI CONVIENE INVESTIRE NEL TURISMO GRECO</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1286</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1286#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 20:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rainero Schembri</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1286</guid>
		<description><![CDATA[Nell'ambito della nostra inchiesta sulla Grecia dopo l'Ambasciatore  a Roma Michael Cambanis abbiamo intervistato Aris Syngros (nel riquadro), Presidente  di Invest in Greece, l’Agenzia pubblica di promozione degli investimenti privati in Grecia (nella foto la Costa Navarino in forte crescita). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;intervista fatta su Euronews con l&#8217;Ambasciatore della Grecia a Roma Michael Cambanis (20 marzo 2012) torniamo a parlare di questo bellissimo Paese, oggi notoriamente in grande difficoltà economica, intervistando Aris Syngros, Presidente dal mese di gennaio del 2011 dell&#8217;<em>Invest in Greece</em>, l&#8217;Agenzia pubblica di promozione degli investimenti privati in Grecia. Syngros ha maturato una lunga esperienza con il colosso della Siemens, sia in grecia che all&#8217;estero (Portogallo, Svezia, Ungheria e perfino in Vietnam).</p>
<p>Dal 2003 al 2005 ha operato nell&#8217;ambito del Comitato Organizzatore dei giochi Olimpici di Atene del 2004 con il compito di direttore della pianificazione operativa del Centro internazionale di radiodiffusione. Dal 2005 al 2010 ha rappresentato la Grecia nell&#8217;ambito dell&#8217;Organizzazione non governativa sulla trasparenza internazionale contribuendo con significatici interventi istituzionali. Quest&#8217; attività è culminata con il varo ad Atene della XIII Conferenza mondiale contro la corruzione.</p>
<p>Come esperto di trasparenza ha anche collaborato con il Dipartimento degli affari esteri e altre autorità statali e federali negli Stati Uniti in funzione della lotta alla corruzione ed è impegnato nel Comitato sulla trasparenza della Camera di commercio internazionale a Parigi. Laureato in Germania in economia aziendale, Syngros parla fluentemente tedesco e inglese.</p>
<p><strong>Quando un Paese entra in crisi in genere i prezzi diminuiscono sensibilmente e, quindi, uno dei pochi settori che reagisce bene alle difficoltà è il turismo. Fatta questa premessa come vede il futuro del turismo in Grecia?</strong></p>
<p>Nonostante i recenti squilibri economici il turismo continua a rappresentare un raggio di ottimismo per la Grecia che si trova ad affrontare sfide molto pesanti. L&#8217;industria del turismo è ottimista  per il 2012 anche perché nel 2011 ha generato incrementi a due cifre nelle percentiuali di arrivi e permanenze di turisti.  Tutto ciò è estremamente incoraggiante per l&#8217;industria  e per l&#8217;economia greca  nel suo complesso. Si può dire che un aumento del 10% nell&#8217;ambito dell&#8217;industria turistica  equivale  a un aumento dell&#8217;1% del Pil.</p>
<p>Secondo la Banca di Grecia, questo trend positivo è dovuto principalmente all&#8217;incremento degli arrivi sia dei cittadini che non fanno parte dell&#8217;Europa dei 27 che i cittadini dell&#8217;Unione Europea che sono raddoppiati. Per questo motivi siamo ottimisti sull&#8217;andamento del turismo nel 2012 che rappresenta un fattore importante per la nostra economia, una priorità assoluta, indipendentemente dagli orientamenti politici. In ogni caso, il turismo in Grecia verrà ulteriormente rafforzato con l&#8217;introduzione di nuove iniziative legislative, come l&#8217;abolizione delle restrizioni al cabotaggio delle crociere, il cambiamento delle leggi in materie di alloggi vacanze in Grecia e un nuovo e più efficiente sistema di concessione del visto.</p>
<p><strong>Quanto è conveniente in questo periodo aprire un albergo o un ristorante su un&#8217;isola greca?</strong></p>
<p>Nel corso degli ultimi due anni la Grecia ha compiuto passi significativi in direzione di una sostanziale semplificazione delle procedure burocratiche che avevano ostacolato la realizzazione  di affari in passato. Diversi meccanismi nella concessione delle licenze sono stati semplificati o addirittura eliminati a seguito della recente legge 3853/2010 (relativa alla semplificazione delle procedure per la creazione di imprese, società individuali, società semplici e società per azioni) attualmente occorre un solo atto per l&#8217;apertura di un&#8217;azienda che si può compiere in un solo giorno. La legge ha creato un servizio unico per le imprese (one-stop-shop) con responsabilità costitutive e di vigilanza.</p>
<p>Da rilevare, inoltre, che <em>Invest in Greece</em> è responsabile per l&#8217;attuazione dell&#8217; <em>Accelerazione e trasparenza nell&#8217;attuazione degli investimenti strategici</em> creati con la legge &#8216;Fast Track&#8217;, che riduce la burocrazia e semplifica le procedure per la concessione delle licenze per gli investimenti strategici (cioè, con un elevato impatto sull&#8217;economia nazionale).</p>
<p>Con la nuova legge recentemente approvata dal Parlamento greco, che estende i criteri per gli investimenti presentati attraverso la legge Fast Track, la società <em>Invest in Greece</em> presto opererà come un one-stop shop per tutti gli investimenti per un ammontare superiore ai 2 milioni di euro.</p>
<p>Alla luce della recente legge sugli investimenti, che concede incentivi finanziari significativi per gli investitori nel settore del turismo, costituire una nuova società in Grecia è diventata nuovamente una scelta molto attraente. Gli investitori possono trovare ulteriori e più dettagliate informazioni sulle procedure per la concessione delle licenze in Grecia per la costruzione di alberghi, visitando il nostro sito ufficiale, oppure contattandoci direttamente.</p>
<p><strong>Ci sono dei piani governativi per lo sviluppo del turismo (possibilmente con il sostegno di fondi europei) che potrebbero indurre le aziende italiane a partecipare a questi investimenti?</strong></p>
<p>La Grecia ha sviluppato una strategia nazionale del turismo che mette in evidenza i vantaggi unici offerti dal Paese, allungando il periodo della stagione turistica, introducendo e sviluppando nuove destinazioni per i visitatori e gli investitori e arricchendo il prodotto turistico che il Paese è in grado di offrire. Il turismo è un settore chiave per il quadro di riferimento del piano strategico nazionale 2007-2013 ed è cofinanziato dall&#8217;Unione europea. Esso include il finanziamento di progetti infrastrutturali per il turismo. Inoltre, sono molti i programmi che sovvenzionano il funzionamento e la creazione di piccole e medie imprese turistiche. Enti stranieri possono partecipare a un certo numero di questi programmi, una volta che hanno deciso di creare una società in Grecia.</p>
<p>La Grecia è disposta ad accogliere tutte le imprese europee sane e ambiziose, interessate a partecipare allo sviluppo turistico del Paese. Inoltre, la Grecia sta perseguendo attivamente la privatizzazione di una serie di progetti governativi nel campo del turismo come, ad esempio, porti turistici, porti, terreni per grandi appezzamenti, aeroporti regionali e altre attività che possono essere molto attraenti per gli investitori stranieri. Ad esempio, proprio di recente è stato annunciato che 9 consorzi hanno manifestato il loro interesse per lo sviluppo dell&#8217;area ex aeroporto di Atene (progetto Elliniko), che è uno dei più importanti del Paese. La nostra società ha nel proprio portafoglio una serie di progetti con ampie possibilità d’investimento in molti settori dell&#8217;economia greca, tra cui anche il turismo. Di conseguenza, qualsiasi imprenditore italiano che volesse conoscere le opportunità di business in Grecia deve semplicemente contattarci.</p>
<p>In ogni caso, molte società dell&#8217;Unione europea, tra cui le imprese italiane (ad esempio Impregilo, Italcementi), già sono impegnate in progetti riguardanti grandi infrastrutture in Grecia, tra cui il ponte Rio-Antirrio (Vinci, francese), l&#8217;aeroporto internazionale di Atene (Hochtief, tedesco) e autostrade (spagnolo Cintra e ACS).</p>
<p><strong>Ci sono, comunque, delle specifiche aree in Grecia dove nei prossimi anni si possono cogliere le migliori occasioni d’affari?</strong></p>
<p>La grande varietà di paesaggi naturali e il vasto numero di villaggi e luoghi d’interesse storico rendono praticamente illimitate le opportunità. C&#8217;è una pletora di destinazioni che tradizionalmente hanno attirato i visitatori ma ci sono anche realtà emergenti e nuove destinazioni molto apprezzate dagli investitori, dagli operatori turistici e dai visitatori. Non è, quindi, un caso che molte aziende greche e multinazionali stanno investendo nello sviluppo di nuove località e destinazioni turistiche.</p>
<p>Una recente storia di successo, collegata allo sviluppo del Peloponneso come nuova destinazione turistica rivolta alla fascia alta dei visitatori, riguarda l&#8217;apertura di Costa Navarino: uno degli investimenti più importanti nel Mediterraneo negli ultimi anni. A questo innovativo progetto si sono affiancati altri progetti di lusso e di turismo innovativo, determinando nuovi investimenti non solo nel Peloponneso ma in tutto il Paese. Penso a Creta, Dodecaneso, Halkidiki, Isole Ionie e altre Regioni. L’importanza della Costa Navarino è tale che ha consentito all’intera area di Messenia di diventare una meta leader del turismo globale. Secondo l&#8217;edizione U.S. del National Geographic Traveler Magazine, &#8220;Messenia è tra le 20 migliori destinazioni del 2011&#8243;.  Costa Navarino comprende un numero considerevole di luoghi contrassegnati da 5 stelle: alberghi, residenze di lusso, strutture per conferenze, spazi e centri di talassoterapia, campi da golf, nonché una vasta gamma di attività per tutto l&#8217;anno per adulti e bambini.</p>
<p>La collocazione di Porto Heli, altro nuovo e importante polo di sviluppo turistico, si estende su un&#8217;area di 3.470.000 mq. Diventerà sede di alberghi a quattro e cinque stelle, ciascuno in grado di offrire uno stile di vacanza unico, dotato di comfort ad alto livello e catering per una gamma molto diversificata di viaggiatori. Inoltre, su tutto il resort verranno costruite ville di lusso. L&#8217;apertura è prevista nei prossimi mesi.</p>
<p><strong>Ci può indicare alcuni porti in cui l&#8217;acquisto di un ormeggio può essere non solo conveniente ma anche un affare?</strong></p>
<p>I mari ‘amichevoli’ della Grecia attirano visitatori da tutto il mondo interessati a godere di un&#8217;eccezionale varietà di spiagge, isole e villaggi su terraferma. Al fine di soddisfare il crescente numero di barche a vela e barche a motore, i porti turistici in Grecia sono sottoposti ad aggiornamenti significativi e rappresentano un&#8217;opportunità di investimento eccezionale. Inoltre, la Grecia ha bisogno di costruire nuovi porti per ospitare una vasta gamma di barche e diportisti.</p>
<p>Secondo l’Ente Nazionale del Turismo greco (GNTO) in Grecia ci sono 20 porticcioli con 7.042 posti barca capaci di offrire servizi di alta qualità. Nove hanno ricevuto la bandiera blu per la loro qualità dell&#8217;acqua e dei servizi: Aghios Nikolaos (Creta), Flisvos (Atene), Gouvia (Corfu), Kos, Lefkada, Lavrio (Attica), Porto Carras (penisola Calcidica), Sani (penisola Calcidica) Skopelos (Peloponneso).</p>
<p>Negli ultimi anni, l&#8217;Ente turistico greco e 13 Regioni del Paese hanno cominciato a creare una rete integrata di servizi correlati all&#8217;ancoraggio delle barche lungo le coste greche. Questo programma è ora in fase di completamento. Nuovi porticcioli moderni, accessibili direttamente dagli alberghi con ormeggi per un attracco sicuro delle barche, già sono operanti o sono in procinto di iniziare il loro funzionamento, per soddisfare le esigenze dei turisti che arrivano in Grecia via mare. Così ci saranno altri 20 luoghi di ancoraggio in grado di offrire ulteriori 3.000 posti barca.</p>
<p>Inoltre, la partnership tra pubblico e privato, prevista dalla legge, rappresenta un sistema ideale e attraente per soddisfare le crescenti esigenze nautiche, anche mediante lo sviluppo di un’edilizia pubblica. Nel corso degli ultimi 12 mesi lo Stato greco ha privatizzato il funzionamento delle due marine, uno in Vouliagmeni (Attica) e uno a Mitilene (Egeo nord-orientale). Lo Stato greco è intenzionato a privatizzare ulteriormente in modo da favorire la nascita di nuovi porti turistici e piccoli porti. Queste privatizzazione introdurranno un regime di concorrenza a tutto beneficio dei numerosi turisti amanti del mare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fino a che punto è conveniente acquistare in Grecia una casa solo per le vacanze?</strong></p>
<p>Allo scopo di attirare gli investitori e i visitatori ad alto reddito, il governo greco ha sviluppato un nuovo prodotto turistico riguardate le residenze pensate per le vacanze. Si tratta di un nuovo concetto d’investimento nel turismo realizzato nell&#8217;ambito di un resort integrato a 5 stelle. L&#8217;obiettivo di questa nuova iniziativa è di favorire significativi e ricorrenti afflussi di investimenti e capitali esteri diretti a rafforzare l&#8217;industria turistica insieme ai settori produttivi connessi al turismo domestico. Secondo un recente rapporto di McKinsey, insieme alle stime fornite dal Presidente dell&#8217;Associazione delle imprese greche del turismo, questa nuova iniziativa potrà attirare  investimenti stranieri fino a 2 miliardi di Euro all’anno.</p>
<p>Inoltre, la Grecia ha introdotto nuove e più flessibili normative riguardanti l&#8217;acquisto di immobili nelle zone di confine. Nel caso di residenti extracomunitari, la definizione di aree di confine è stata ridotta e le procedure e le condizioni per ottenere il permesso necessario sono ora molto più semplici  che in passato.</p>
<p><strong>Come si deve, comunque, muovere l’imprenditore italiano interessato a investire nel turismo greco?</strong></p>
<p>Un imprenditore interessato a investire in Grecia dovrebbe innanzitutto contattarci. La nostra è un’Agenzia pubblica di promozione degli investimenti nel Paese ed è impegnata a fornire agli investitori tutti i servizi di che cui hanno bisogno per sfruttare con successo le diverse opportunità fornite dalla Grecia.</p>
<p>Come un one-stop shop, <em>Invest in Greece</em> è progettato per offrire un supporto in ogni fase del processo d&#8217;investimento. La nostra Agenzia si compone di professionisti specializzati e orientati ad assistere gli imprenditori in ogni fase dell’investimento. Offriamo assistenza, analisi e consulenza  agli investitori che desiderano aumentare il loro business in Grecia e nella più vasta Regione dell&#8217;Europa sud-orientale e nel Mediterraneo orientale.</p>
<p>Già lavoriamo a stretto contatto con alcune istituzioni italiane, sia in Grecia che all&#8217;estero, per fornire ai potenziali investitori italiani informazioni mirate e specifiche sul Paese. In sostanza, siamo a disposizione degli investitori in ogni fase del loro business. Come Ente pubblico, è bene precisarlo, la nostra assistenza è gratuita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori contatti:</p>
<p><strong>Invest in Greece</strong><strong> </strong></p>
<p>3 Mitropoleos Street</p>
<p>Athens 105 57 Greece</p>
<p>Tel:  0030 210 335 5700</p>
<p>Fax: 0030 210 324 2079</p>
<p>email: <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:info@investingreece.gov.gr">info@investingreece.gov.gr</a></span><br />
website: <a href="http://www.investingreece.gov.gr/">www.investingreece.gov.gr/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1286</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TERZO INCONTRO ILLA: ARGENTINA, GUATEMALA  E PARAGUAY</title>
		<link>http://euronews.org/?p=1277</link>
		<comments>http://euronews.org/?p=1277#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 14:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Euronews org</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://euronews.org/?p=1277</guid>
		<description><![CDATA[Si è svolto presso l’Istituto Italo Latino Americano di Roma il terzo incontro con gli Ambasciatori del centro e sud America. Nella foto-riquadro in alto Torquato Di Tela e Giorgio Malfatti. Sotto Alfredo Velasquez e Mirtha Gimenez Pereira. Inoltre era presente il Segretario Generale di Assocamerestero Gaetano Fausto Esposito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto presso l’Istituto Italo Latino Americano di Roma il terzo incontro con gli Ambasciatori del centro e sud America. E’ stata la volta dell’Argentina, rappresentata dall’Ambasciatore Torcuato Di Tela, del Guatemala (Ambasciatore Alfredo Trinidad Velàsquez)  e del Paraguay (rappresentato dall’addetta commerciale presso l’Unione Europea, Mirtha Lorena Gimenez Pereira). Inoltre era presente il Segretario Generale di Assocamerestero Gaetano Fausto Esposito. A coordinare i lavori ci ha pensato il Segretario Generale dell’IILA, Ambasciatore Giorgio Malfatti di Monte Tretto. Numerosi sono state anche gli imprenditori presenti in sala che poi hanno avuto la possibilità di incontrare riservatamente i singoli Ambasciatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo intervento è spettato all’Ambasciatore dell’Argentina. L’occasione era troppo ghiotta per non offrire dei chiarimenti riguardante la decisione della Presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner di portare in Senato una proposta di legge per nazionalizzare la YPF (la più grande compagnia di gas e petrolio del Paese di proprietà della società spagnola Repsol).  YPF venne fondata dal 1922 ed era controllata interamente dallo Stato argentino. Nel 1993 venne parzialmente privatizzata e nel 1999 venne venduta a Repsol per 15 miliardi di euro, all’interno del più vasto piano di privatizzazioni dell’allora Presidente Carlos Menem. Kirchner ha spiegato che non si tratterà dunque di una nazionalizzazione ma semplicemente di un recupero dell’azienda da parte dello Stato. Negli ultimi mesi la politica di nazionalizzazione del governo Kirchner si è fatta sempre più aggressiva provocando preoccupazioni e polemiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel suo primo commento pubblico dopo l’annuncio del governo argentino, Rajoy ha spiegato che questo fatto potrebbe ‘costituire un pericoloso precedente’ e davanti ai Presidenti del Messico, del Guatemala e del Suriname ha detto che ‘i lodevoli sforzi’ dei loro governi per rendere l’America Latina ‘un investimento interessante e sicuro per il commercio internazionale’ non devono essere rovinati dalle decisioni di un singolo Stato che possono però ‘essere sconvenienti per tutti’.  Il primo ministro spagnolo ha aggiunto che prenderà misure forti contro l’Argentina, senza però specificare quali. Anche l’Unione Europea, attraverso John Clancy, portavoce del Commissario europeo al Commercio, ha preso posizione appoggiando il premier spagnolo e ha fatto sapere di aver cancellato un incontro in Argentina tra i rappresentanti dell’Ue e le autorità locali.</p>
<p>L’Ambasciatore Torcuato Tela ha tuttavia preferito sorvolare sulla questione per soffermarsi sulla nuova realtà dell’Argentina: “Un Paese” ha ricordato, “che sta crescendo a ritmi cinesi”. In effetti, l’Argentina, dopo il default del 2002, ha registrato uno sviluppo senza precedenti. Uno sviluppo dove spiccano settori quali l’Agroindustria, l’automobilistica, la farmaceutica, la chimica, la petrolchimica, le biotecnologie, manifatture e design.</p>
<p>Il secondo intervento è stato dell’Ambasciatore del Guatemala Alfredo Velasquez.  Cioè, di quel Paese che il premier spagnolo ha indicato come uno degli esempi di Stati orientati a rendere l’America Latina una terra di grande attrazione per gli investimenti esteri.  Del resto, come ha spiegato l’Ambasciatore Velasquez, tutta la politica del Guatemala è orientata a valorizzare innanzitutto il Mercato centro Americano che, tra l’altro sta per siglare un accordo di associazione con l’Unione Europea e di valorizzare le prospettive dell’intera America Latina. Per quanto riguarda, invece, specificamente il Guatemala, il Paese dopo essere finalmente uscito da una serie di turbolenze interne ora è fortemente proiettato verso uno sviluppo accelerato che potrebbe avere proprio nell’Italia un partner ideale (vedere l’intervista fatta con l’Ambasciatore proprio su Euronews: ‘Trinidad: nel Guatemala con la pace arriva lo sviluppo’.</p>
<p>L’ultima parola è spettata a Mirtha Lorena Gimenez Pereira del Paraguay. La giovane Addetta commerciale del Paraguay presso l’UE si è avvalsa anche di un video a carattere turistico e culturale. Inoltre ha indicato dieci motivi per puntare sul Paraguay: la stabilità monetaria e fiscale, il recupero dell’economia, la normativa favorevole agli investimenti, l’accessibilità al Mercosur (il Mercato comune che insieme al Paraguay raggruppa anche Argentina, Brasile e Uruguay), il basso costo della mano d’opera, la giovane popolazione, l’abbondante disponibilità di energia elettrica, l’articolato sistema di navigazione interna, il clima sempre mite e l’abbondanza di acqua e terreni fertili.</p>
<p>Il Segretario Generale di Assocamerestero Gaetano Fausto Esposito ha descritto il funzionamento e l’opportunità di appoggiarsi all’estero sul sistema camerale mentre è mancato l’intervento programmato dell’Ambasciatore del Cile, che verrà comunque recuperato a giugno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://euronews.org/?feed=rss2&#038;p=1277</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

